Un cartOOn fantasy in Aspromonte

 

Tutti da sempre “vedono” i volti delle rocce di Molaro; l’orco, il cane, la sfinge, il teschio….
Uno dei vecchi del paese raccontava che nel tempo dei tempi quelle erano mitiche creature che, non avendo mantenuto un patto, erano state trasformate in pietre da un incantesimo.

SINOSSI
Francesco, ventenne, nipote di uno dei vecchi, non ha lasciato il paese ed è affascinato da quello che sente come un mistero. Comincia a cercare e a interrogare il nonno.
Poco a poco, fra leggende che non danno risposte, piccoli indizi che sembrano avere un senso e lo studio di antichi miti fra biblioteche e website, riesce a ricostruire quale era stato il patto non rispettato dai giganti. Scopre anche come l’incantesimo può essere sciolto e che cosa potrà accadere in paese: la soluzione è in una vecchia canzone popolare, in una tarantella ballata e cantata da oltre cento anni.

CONSIDERAZIONI
Il fantasy e il cartOOn non sono generi molto praticati dal cinema italiano. In tema di fantasy a parte il recente Racconto dei racconti di Matteo Garrone, la saga di Fantaghirò e qualche produzione televisiva,  l'Italia sembra saldamente ancorata al realismo e alla commedia. Nell'ambito dell'animazione non sono mancate in passato grandissime firme, Cavandoli e la sua Linea, per esempio; ma la produzione, con punte di sperimentazione molto interessanti, si è concentrata sulla pubblicità con le dovute, meravigliose eccezioni di Emanuele Luzzati, di Maurizio Nichetti col suo stratosferico Allegro ma non troppo, di Enzo d'Alò e, fra gli altri, la sua Gabbianella, la sua Freccia Azzurra, il suo Pinocchio. Eppure il nostro paese, come tutti gli altri, è ricco di quella magia che è materia sia del fantasy che del cartOOn, è ricco di quei misteri, di quelle leggende che se da una parte potrebbero essere un naturale bisogno di spiritualità, dall’altra, specialmente nella cultura popolare, raccontano del tentativo di trovare, in via onirica o magica, soluzioni ai più elementari problemi: la fame, la povertà. Alcune delle leggende raccontate dai vecchi di Molaro, come molte altre di paesi del tutto simili, hanno infatti come finale o come prospettiva l’apparizione di denaro a patto che si abbia il cuore puro o si sia coraggiosi. Come dire: l’etica a fondamento della felicità.

IDEE DI PRODUZIONE E REGIA
Il film, un medio metraggio di animazione, non intende adoperare particolari tecniche. Questo non solo per mantenere il film a basso budget ma perché punta piuttosto a un segno grafico semplice che ricordi la tradizione dei cantastorie; anche perchè si guarda al mistero come espressione culturale, sociale e antropologica. E il pensiero, parlando di segno grafico, va naturalmente a Emanuele Luzzati.
Dal punto di vista del cast artistico, a parte la colonna sonora che speriamo possa essere affidata a Lino Cannavacciuolo, si vuole che a doppiare i personaggi del cartOOn siano, come in una esperienza post-neorealista, gli abitanti di Molaro; e cioè accanto da Francesco che è il giovanotto curioso, forse un po' sensitivo, che studiando e indagando svelerà il mistero, ci sarà un nonno che conosce le vecchie leggende, una ninfa del torrente e una giovane donna. Sarà lei alla fine a  sciogliere la maledizione che incombe sul paesino e sulla vallata.

 

Sono certa che sarà una magnifica avventura.

 


angela ermes cannizzaro :)